My Job
Comincio come System Administrator e da lì mi evolgo. La prima evoluzione è stata togliere qualsiasi competenze su ambienti Microsoft dal CV. Alla fine mi sembrava di prendere in giro la gente pubblicizzando qualcosa che non sapevo e che, soprattutto, non mi interessava per niente imparare.
Adesso se dovessi pensare a poche parole che raccontino la mia professionalità e come vorrei farla crescere direi “Linux System Administrator, Linux Architect and Engineer”. Anche se trovo sempre molto gratificante definirmi un tecnico; un tecnico in un Paese dove c’è un concetto di tecnicità molto molto particolare.
In Italia la tecnicità non si insegna: me ne sono reso conto lavorando e girando clienti anche grandi in consulenza. Da noi facciamo anche corsi di formazione. E’ fantastico: vengono ragazzi, laureati a pieni voti, metodici, intelligenti, anche vogliosi. Curriculum vuoto ma tante potenzialità. Si siedono, due parole di presentazione, grandi applausi. Hanno grosse aspettative sul loro futuro e una grandissima considerazione di se stessi. Come se quella Laurea in Ingegneria che si sono presi (perchè nel 90% dei casi sono laureati in Ingegneria) fosse un passpartout per garantire e garantirsi competenze su qualsiasi cosa. Quindi ascoltano il tecnico che gli spiega come si lavora, che gli racconta un modo diverso da quello universitario, di approcciarsi alle problematiche tecniche. Ascoltano, ascoltano, ascoltano e poi, ad un tratto, senza che loro nemmeno se ne siano accorti, sono andati, persi. E si perdono perlopiù di fronte a cose semplici ma reali e tangibili, abituati come sono dall’Università a ragionare su qualcosa di complicatissimo e assolutamente intangibile.
Provi a fargli capire che la propensione alla tecnicità è un barlume. Un’attitudine prima di una nozione. Un’associazione mentale che devi essere portato a fare e non la apprendi su un libro ad una pagina precisa. Provi a fargli capire che devono abbandonare, se non tutti, gran parte dei loro studi universitari, che lì non gli serviranno. Al più gli servirà il metodo e a volte neanche quello. Provi a fargli digerire che un ragazzotto di 19 anni appena diplomato in un liceo magari linguistico, se lo metti seduto affianco a loro (ingegneri quasi trentenni, profumati di lode) magari riesce meglio di loro.
Non è facile. Rischi di perderli di più.
Io sono nato tecnico. Combatto tutti i giorni per difendere la mia tecnicità in un Paese che non ha ancora ben chiaro che cosa sia, sempre infinitamente in ritardo. Difenderla tra persone che o non la capiscono, o non la accettano, o la capiscono, la accettano, spesso la sfruttano, ma non te la consentono perchè dovrebbero pagarti di più.
Per il mio mondo di lavoro ormai sono un Senior. E anche per me lo sono. E questa convinzione non mi viene dal mio bagaglio esperienziale o dalle cose che so fare. Ma dalla certezza che, qualsiasi cosa io non so fare, di fronte all’esigenza di farla, io la farò.















