E’ l’uomo che temevo. Un aiuto a casa che avrei preferito non giocarmi nella mia corsa verso il milione.
Gli scrivo il 19 luglio alle tre meno dieci di pomeriggio. Il forno di Roma cuoce a modino le mani che ormai vagano sullo schermo nero del mio server-mela già da qualche giorno. Avevo provato a fare finta di niente: avevo una soluzione alternativa valida ma non altrettanto “obbligatoria”, un po’ nel mio stile, diciamo.
Ma agli uomini con la cravatta non è piaciuta. Maledetti carcerieri.
Che quel pacchetto di courier avesse qualcosa di strano l’avevo capito da subito, mentre configuravo. Il Webadmin faceva a cazzo suo e io mi ritrovavo interi files di configurazione senza parametri valorizzati e coi deamon che non gliene fregava nulla di venire su e darmi un minimo di soddisfazione. Avevo dovuto tralasciare l’interfaccia grafica e buttarmi come sempre (e come più amo) nel mare nero dei files di configurazione, con migliaia di righe commentate da leggere per capire che cosa vuol dire l’unica riga non commentata poco sotto. Ma è normale, è sempre così, se fosse il contrario mi preoccuperei.
continue reading "Cronache da una migrazione: Sam"




















