Ero stato accuratamente zitto al riguardo su queste pagine. Un po’ perchè non volevo anticipare qualcosa che poi magari non sarebbe potuto accadere, e poi perchè non ero sicuro che fosse importante per questo blog. Eppoi alla fine ho ceduto. Sono a Beirut per lavoro da quasi due settimane e ci resterò per tutto il mese di luglio. Rientro previsto il 3 agosto prossimo.
E’ singolare perchè c’è talmente tanto da dire che quasi preferirei chiudere e non dire nulla. E invece mi sforzerò di raccontarvi qualcosa.
Beirut è una città molto particolare in un Paese, il Libano, ancora più particolare. Parlando con me, il mio PM che è qui da più di un anno mi ha detto: il Libano non è un Paese, una nazione; il Libano è un esperimento però umano: e come tutti gli esperimenti a volte subisce sonori fallimenti. E in qualche modo è vero.
A Beirut convivono le due religioni. Musulmani e cristiani si incontrano e si scontrano, vivono insieme anche se in zone differenti, a volte si sposano fra di loro e fanno figli. Ma accade di più: integralismo e laicità convivono, senza toccarsi ovviamente, ma dividono spazi e abitudini.
Il Libano vive sul filo del rasoio. Il rasoio che si chiama guerra civile, fra scontri continui fra le milizie dei partiti, fra sunniti e sciiti, fra siriani e hezbollah. E i Drusi, la terza religione, minori di numero ma ugualmente organizzati. Spari, attentati, raid, bombe dimostrative di una precisione incredibile che quando non vogliono uccidere, non uccidono. Vive impossibilitato alla stabilità da una legge elettorale che porta uomini e donne alle urne sapendo già che Presidente della Repubblica può essere solo un cristiano-maronita e Presidente del consiglio solo un musulmano sunnita. Lo dice la costituzione.
Questa è l’estate della distensione. Gli spari di maggio hanno costretto i parlamentari ad eleggere un presidente e a farlo in fretta e furia, dopo mesi di tira-e-molla rinchiusi nella prigione d’orata dell’Hotel Intercontinental, per sfuggire alle bombe delle milizie, rifugiati politici nella loro stessa patria.
Ora c’è un Presidente e da qualche giorno anche un governo. E l’estate può cominciare…






















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4 users responded in this post
Grande!! Ma l’hai scritta tutta tu questa ottima recensione sul Libano? E pensare che il Nobel lo danno a Dario Fo’ che dice solo stronzate!
Buon proseguimento, facci sapere come va!
dAm2K — Dino.
No no nn scherziamo…Dario Fo è un grande!!
Comq si l’ho scritta io e poi…sì vi tengo aggiornati…su queste pagine pensavo…così ci metto meno
Ciao
Daniele
Ciao! Non smettere di scrivere di questa tua esperienza, Daniele. E’ bello vedere le cose attraverso gli occhi di chi non ha altro interesse se non capire e conoscere. E poi, così, sentiamo meno la tua mancanza! La radio non può fare a meno di te! A presto.
Grande Piaggio!!! Sei un mito
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