Riaperto Liferea dopo un po’ di giorni e trovo notizie interessanti. Leggo su TuxJournal (apprezzabile blog di notizie su linux e opensource) che Sun ha deciso di aprire Java. In realtà erano circa due anni che Sun sventolava ai quattro venti questa notizia, ma c’era ancora un po’ di codice non aperto e quindi era impossibile rilasciare il linguaggio di programmazione Sun sotto GPL.
Vado avanti e vengo colto ancora più di sorpresa da una notizia ancora più entusiasmante: Adobe apre Flash. Il realtà la notizia è un po’ più complessa (vi consiglio di leggerla per intero) e coinvolge una serie di colossi IT mondiali che la metà fa venire la pelle d’oca.
Poi torno un attimo indietro, incuriosito tutto d’un tratto da una notizia che non avevo notato in una prima lettura veloce: Bill Gates non ama la licenza GPL (e fin qui non ne avevamo dubbi) perchè, a suo dire (cito testualmente)
Con il software open source, d’altra parte, c’è una cosa chiamata GPL, con cui non siamo d’accordo. L’open source si trova sotto una licenza che non permette a nessuno di migliorare il software, impedendo la creazione di posti di lavoro e mercato. Se inventate un farmaco, credo che dovreste essere in grado di ottenere dei ricavi dal vostro lavoro.
E’ interessante l’insieme delle notizie perchè delinea un panorama decisamente interessante. Smentire le parole di Gates è decisamente facile, ma mai sufficiente secondo me. L’opensource CREA posti di lavoro e CREA mercato. La condivisione di risorse e responsabilità di sviluppo su communities che possono ospitare (ed ospitano peraltro) centinaia di migliaia di persone sparse nel mondo e con le esigenze più disparate, rendono il codice prodotto stabile, performante, scalabile e spesso innovativo. I tempi di sviluppo, sharati su migliaia di persone (invece che su qualche decina al massimo) si riducono di percentuali imbarazzanti se è vero (come è vero) che per far uscire Vista Windows ci ha messo 7 anni (Windows XP è del 2001) mentre Ubuntu sforna distro sempre più innovative ogni 6 mesi. La stabilità delle risorse che vengono messe a disposizione dal mondo opensource irrobustisce il mercato dei tecnici che ci lavorano (me per esempio), rende il nostro lavoro sempre più ricercato da aziende che cominciano ad investire nel mercato open per limitare i costi: e badate bene che parliamo di colossi, ovviamente, non di piccola impresa; parliamo di Telecom, Poste, Wind, Rai, eccetera eccetera eccetera. E questo solo per citare il mercato italiano che, peraltro, non è il più immediato a rispondere alle novità . I tecnici lavorano perchè queste grandi aziende enterprise comprendono sempre con più facilità che conviene pagare la tecnicità , la competenza e il valore delle persone, piuttosto che una licenza e un sedicente supporto tecnico non sempre competente. Risparmiano decine o addirittura centinaia di migliaia di euro che reinvestono in altri settori dell’azienda con beneficio di tutti.
Contemporaneamente l’estrema e validissima offerta di alternative opensource agli applicativi licenziati, fa crescere l’utilizzo di sistemi operativi linux, che lentamente ma inesorabilmente sostituisce oltre che i server Windows (ma lì è semplice) anche lo Unix classico.
I posti di lavoro aumentano, i tecnici molto bravi in Italia sono pochi e provano a fare il prezzo, guadagnando non quanto meriterebbero, ma sicuramente più che in altri settori dove (è cosa nota) si fa la fame. Laddove la tecnicità non c’è o non ci sono i soldi per acquistarla, le aziende investono sulla formazione di ragazzi usciti dall’università : non diventeranno tutti fenomeni ma un po’ di soldi vengono spesi e qualcuno magari bravo ci diventa.
Alla luce di tutto quello che ci siamo detti, alla luce di quello che già sapete sul mercato dell’IT, alla luce poi delle dichiarazioni che sono in testa al post, vi chiedo di prenderle tutte e tre e ditemi: qual è l’intruso?
Byez
Daniele






















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