L’ardito airone d’aprile
Posted on : 15-04-2008 | By : daniele | In : Linux, News
Tags: Canonical, Hardy, Likewise Open, Linux, Ubuntu, Wubi, Xen
0
E’ quasi fatta manca poco. Manca qualche spiccio di giorni e poi Ubuntu rilascerà ufficialmente Hardy Heron, la nuova distribuzione codice 8.04. Nel frattempo sul sito della distro di Canonical compare finalmente il banner in homepage, per scaricare la beta e prendere informazioni. Ubuntu è sempre così reticente a parlare della nuova distribuzione prima che esca ufficialmente: non trovi mai sezioni apposite che ti diano un’idea dello stato e dell’avanzamento dello sviluppo, non trovi la possibilità di scaricare l’alpha, non trovi pareri, frasi, commenti, novità. Lavorano in silenzio. Per carità, in un mondo in cui tutti parlano, sono da apprezzare. Però a volte l’assenza globale di informazioni (in un mondo in cui le informazioni condizionano la giornata dell’uomo) ti fa chiedere se te la sei sognata la data di rilascio o il nome oppure se qualcosa succederà davvero (prima o poi…).
Comunque tant’è, finalmente c’è il banner. Ho dato una sbirciatina qui: c’è tutta la lista dei software e delle novità. Alcune cose hanno avvicinato la mia attenzione più di altre.
Comincio dalla scelta di inserire come browser predefinito Firefox 3 Beta che tecnicamente non condivido ma secondo me dà ampiamente la misura di cosa vuole diventare Ubuntu: la frase in testa alla paginetta linkata sopra, parla chiaro d’altronde:
The Ubuntu developers are moving very quickly to bring you the absolute latest and greatest software the open source community has to offer.
Ubuntu è la distro desktop più utilizzata, questo ormai lo sanno tutti. Adesso vuole diventare la distro perennemente all’avanguardia, che segue la scia delle community opensource, anticipando le mosse degli altri. Mah, che dire, sicuramente è una mossa interessante: mi fa un po’ paura, però, la possibilità che la troppa attenzione alle novità crei problemi di stabilità e di affidabilità della distribuzione. Perchè Ubuntu è soprattutto desktop, ma è anche un buon “server”. E lì bisogna andarci piano altrimenti non sfondi.
Altra notizia sfiziosa: PulseAudio diventa il server audio di default. Ci metterei un “finalmente” vicino. Esd ormai è roba del passato, sviluppo colpevolmente fermo e sorpassato. E poi ormai Pulse è un prodotto maturo. Una scelta che non mi sembra siano in molti a fare e che pagherà.
Novità interessanti lato server: KVM ufficialmente mantenuto nel kernel Ubuntu e integrazione con il sistema di Active Directory di Microsoft attraverso Likewise Open. La prima è una notizia assolutamente interessante e probabilmente “di svolta”. Ubuntu, quindi, effettua il primo passo verso l’integrazione di un sistema di virtualizzazione e lo fa sposando il sistema KVM, in aperta contrapposizione con Red Hat che ha puntato tutto su Xen. Non ho esperienza sul KVM, ma ne ho un po’ su Xen e più lo uso più mi rendo conto di due cose fondamentali: la virtualizzazione è un mercato e una pratica in assoluta ascesa (non si spiegherebbe altrimenti la crescita di fatturato di VmWare che sta diventando un vero e proprio colosso) e Xen non rappresenta, purtroppo, la soluzione opensource ideale. Non mi convince nemmeno VirtualBox, ma c’è da capire se le sue velleità sono lato desktop-workstation o anche lato server: nel primo caso ci si potrebbe stare…
Per quanto riguarda invece l’integrazione con AD di Microsoft, per quanto la cosa potesse sembrare un’accettazione (attraverso l’integrazione) di uno standard che non piace, io credo che invece è una buona cosa, che permette la comparsa di client Linux Ubuntu all’interno di complessi domini Microsoft. E’ un passo importante per contribuire all’acquisizione di mercato desktop professionale.
Prima di chiudere, citerei anche Wubi: ho letto recensioni non proprio entusiastiche di questo prodottino che permetterà di installare Ubuntu come una applicazione Windows. Ma io la penso diversamente: non facciamoci fregare perchè anche qui non è un cedimento verso Microsoft, ma piuttosto una dimostrazione di forza e una invasione di uno spazio che la società di Redmond non credeva fosse violabile dal pinguino.
Insomma, per il momento chiudo. La nuova stable di Ubuntu si presenta ancora una volta come una distro molto interessante e malleabile. La potenza del mondo Debian in una distro desktop che sfida e batte i mostri sacri (RedHat su tutti). Ubuntu è una distro interessantissima e Canonical una azienda seria: il loro lavoro va apprezzato e soprattutto va cominciato a sposare attraverso sistemi partenariato: bisogna puntare su Ubuntu; è un cavallo vincente.
Bye
Daniele















