E’ l’uomo che temevo. Un aiuto a casa che avrei preferito non giocarmi nella mia corsa verso il milione.
Gli scrivo il 19 luglio alle tre meno dieci di pomeriggio. Il forno di Roma cuoce a modino le mani che ormai vagano sullo schermo nero del mio server-mela già da qualche giorno. Avevo provato a fare finta di niente: avevo una soluzione alternativa valida ma non altrettanto “obbligatoria”, un po’ nel mio stile, diciamo.
Ma agli uomini con la cravatta non è piaciuta. Maledetti carcerieri.
Che quel pacchetto di courier avesse qualcosa di strano l’avevo capito da subito, mentre configuravo. Il Webadmin faceva a cazzo suo e io mi ritrovavo interi files di configurazione senza parametri valorizzati e coi deamon che non gliene fregava nulla di venire su e darmi un minimo di soddisfazione. Avevo dovuto tralasciare l’interfaccia grafica e buttarmi come sempre (e come più amo) nel mare nero dei files di configurazione, con migliaia di righe commentate da leggere per capire che cosa vuol dire l’unica riga non commentata poco sotto. Ma è normale, è sempre così, se fosse il contrario mi preoccuperei.
Che quel pacchetto di courier fosse nato un po’ strano lo avevo immaginato, ma ero fiducioso del fatto che tanto i fronzoli a me non servono mai…miro al sodo, l’ho sempre fatto e lo farò sempre.
Del fatto che Webadmin mi sputasse in faccia ogni volta che avessi bisogno di lui, ormai me ne ero fatto una ragione. Lo trovavo anche giusto, la giusta vendetta di una webapplication grafica che si rivolta all’uomo che le odia…una sorta di “purezza” dell’applicazione: se non mi vuoi mai, non mi vuoi nemmeno ora che ti servo. Andavo da linea di comando, aprivo milioni di files e effettuavo le modifiche. Come al solito questa cosa mi è stata anche più utile: ora conosco centinaia di parametri che se avessi fatto tutto cliccando bottoni e riempendo campi dal browser, ora non saprei.
Ma la sorpresa era solo rimandata: la versione stabile di Courier 0.56.0 ha un baco grosso come una casa per la configurazione e implementazione dell’imap e del pop over ssl. Il TLS funziona perfettamente ma l’over-ssl no. Innanzitutto confusione sulla tipologia di criptazione (SSL3, SSL2…): non si capiva bene che tipo di certificato creava e di primo acchitto li ho provati tutti, ma ricevevo sempre lo stesso errore:
imapd-ssl: couriertls: connect: error:1408F10B:SSL routines:SSL3_GET_RECORD:wrong version number
Non molto incoraggiante. Ho provato un po’, ho letto un po’ e avevo anche un po’ sospettato che il problema non era aggirabile e/o risolvibile.
In certi casi speri sempre ardentemente di essere un idiota. Di essere tu la colpa di un malfunzionamento che non si spiega con le classiche migliaia di prove e una ricerca approfondita su internet. L’ho sperato tanto, ma non era così. E a poco è valsa la soddisfazione di non essersi sbagliato.
Ho scritto alla mailing list di Sam, courier-daddy, il 19 luglio alle 3 meno 10 di pomeriggio. Una mail in un inglese da complimenti, dettagliatissima, con in allegato un intero imap-ssl conf-file. La risposta è arrivata una mezz’ora dopo, tempestivamente, per le mani di un francese che con poca voglia di conversazione (e in top-quoting) mi fa:
You have to use courier snapshot (01-Jul-2007) to solve this issue.
L’amarezza mi devasta: avevo finito la configurazione, funzionava tutto: ingoing, outgoing, mailfiltering, antispam, antivirus, webmail. La domanda era: riuscirà il nostro eroe a fare il build di un rpm partendo dai sorgenti dello snapshot di cui sopra e farglieli digerire come un upgrade alla mia maledetta rhel5 dei pacchetti courier rpm-buildati precedentemente???
Non potevo rischiare di fare qualche casino, il prezzo era ricominciare daccapo. E quindi la soluzione è una sola: ricreare al volo l’architettura su una macchina di test, installare i primi pacchetti e poi lo snapshot. E si perde altro tempo.
Ma è tutto bene quel che finisce bene come dicevano le favolette che leggevo da ragazzino: rimando l’attività al lunedì e il lunedì mattina arriva una notizia interessante. Sam scrive a tutta la lista e dichiara di aver rilasciato un pacchetto sempre devel ma perlomeno considerato “rilascio” della suite.
Penso: perlomeno non metto una beta iperpura su un sistema di produzione!
Faccio lo sporco lavoro e lo sporco lavoro si lascia fare: rhel5 deglutisce l’upgrade senza lagnarsi sulla macchina di test e lo faccio anche sulla produzione. Configuro l’imap e il pop over ssl e tutto va.
Non ho buttato tempo. Non ho fallito una richiesta. Non mi sono snaturato. Ho quello che voglio.
I’m so happy…ora tocca a mailman…






















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