La cronaca segue le guide, o più che altro le rincorre. Come io rincorro qualcosa, in un tempo dilatatosi per caso, ma che sembra sempre e comunque troppo poco, in mezzo a notizie nuove, figlie di un movimento importante che in questi mesi di mio malessere/benessere però personale, danno insperati frutti lavorativi.
Ma con ordine per favore.
La migrazione procede e alla svelta, e aumenta la mia rabbia per la scelta proprietaria della società per cui lavoro, scelta che commercialmente condivido ma che sento che cerca di snaturarmi un po’, piega ad un volere che mi è estraneo la passione che invece è mia compagna da anni. Ma non ho paura: vado a letto con tutti, ma oramai rimango me stesso.
Ho fatto il sistemista perchè ho incontrato Linux mentre finivo l’Università . E probabilmente perchè ho incontrato Pronetics, che è la mia azienda. Loro mi hanno dato la possibilità e io ci sono stato attento a non mancarla perchè, ad un certo punto, mi sono guardato allo specchio e mi sono reso conto che io, nella mia vita, non c’era nient’altro che avrei voluto fare di più. Tanto di cappello a loro, ma ormai vado con le mie gambe e l’epoca del “grazie” è finita.
Ho fatto il sistemista perchè ho incontrato Debian e Slackware prima di lei, perchè ho sentito il ghigno del pinguino sulla mia testa e ho desiderato che, anche lui, mi obbedisse. Come da sempre mi obbediscono le macchine: così, per indole o per manifesto riconoscimento di una qualche superiorità che non mi spiego ma che, evidentemente, posseggo.
Ho fatto il sistemista perchè ho incontrato Debian, soprattutto; ho lasciato che il vortice mi stregasse prima di alzarmi di schiena e provare ad essere, magari solo per un’ora, The Lord of the Swirl.
Ho fatto il sistemista per avere questa occasione ed altre prima e dopo di lei, per vedere le mie dita parlare ad uno schermo nero di pece, per tornare ad essere il bambino che lanciava tetris dalla linea di comando.
Ho fatto il sistemista perchè gli uomini non li potevo capire, non li potevo guarire, ma le macchine si; per essere dottore, a modo mio, farmi dire il sintomo e provare ad immaginare la cura, senza paura di uccidere, senza troppa lucidità , con tutta la fantasia che potevo portare; perchè io sono curioso e devo provare. Lo stesso motivo per cui, davanti alla pillola rossa ho traccheggiato un po’, ma alla fine l’ho presa lo stesso.
L’ho fatto per vedere le facce degli altri sorprese, mentre per me era tutto chiaro, tutto evidente, tutto modificabile e piegabile alle mie esigenze. Per essere Dio a modo mio.
E ora sono qui: migro. Migro il possibile con l’impossibile, il fatto col da farsi, il tutto con il poco; migro una debian con una redhat. Ma migro a modo mio, costruendo dove non trovo, senza accontentarmi. Costruisco l’arco dove c’era la porta stretta, abbatto la parete dove voglio lo spazio, inserisco il colore dove vedo grigio. Migro senza snaturarmi, senza perdermi, mantenendo la mia etica, forzando la mano, prendendomi i rischi, sopportando il vento che oggi gonfia la vela ma la gonfia al contrario, aspettando che si ricordi che io devo andare dall’altra parte. E si ricorda.
Simulo il mare aperto nella piscina, è difficile ma non ho alternative. Quando sarò in mare aperto la nave deve prendere le onde in poco tempo, altrimenti è burrasca. E porto, compilo, costruisco.
Porto il server DNS, porto LDAP e quella struttura che forse modificherò causando collassi cardiaci a gente in giacca e cravatta che avrebbe tanto voluto un figlio maschio, obbediente e ligio ai padri, ma che invece fa i conti con una figlia sconveniente e poco garbata. Compilo e costruisco il mio mailserver, sputando sopra la merda del cappello rosso, perchè l’unico modo per farmi davvero volere una cosa è dirmi che non la posso avere.
Perchè io ho scelto Courier. C’è gente che quando lo saprà si farà due risate: e io me ne farò di più perchè finchè esisterà questa gente, io lavorerò sempre.






















Related Articles
No user responded in this post
Leave A Reply
Please Note: Comment moderation maybe active so there is no need to resubmit your comments